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Giro d'Italia 2020

Amore infinito

Seconda corsa a tappe per importanza dopo il Tour de France, il Giro d’Italia gode di uno status tutto speciale per i fanatici del ciclismo: ogni anno, la gara si snoda tra splendidi paesaggi verdi collinari, lungo viali costeggiati da cipressi, pittoreschi paesini, rinomate zone vinicole, passando accanto ad attrattive turistiche storiche o lungo le spettacolari coste italiane con vista su mare e spiagge. Ma innanzitutto il Giro d’Italia ci porta sulle montagne, tra i più incantevoli e ripidi passi leggendari di tutta Italia. E per tutto il tempo si sognano la migliore cucina italiana, il suo ottimo caffè e i celebri vini. È proprio questo che fa battere il cuore ai tifosi anno dopo anno. Non per nulla il motto del Giro d’Italia è come sempre “Amore infinito”.

 

Un po’ di storia

Il Giro d'Italia si svolge sin dal 1909, anno in cui si articolava in 8 tappe e 2.448 km con partenza e arrivo a Milano. Dei 127 partecipanti sulla linea di partenza, solo 49 raggiunsero il traguardo. Una corsa dalla lunga tradizione che, sul modello francese, nacque anche per promuovere un giornale, la "Gazzetta dello Sport". Il giornale è tuttora esistente e dal 1931 conferisce il suo colore particolare, il rosa, alla maglia del primo classificato o, come chiamano gli italiani l'oggetto del desiderio, la maglia rosa. Ci sono altri tre Gran Premi, anch’essi premiati con una maglia: il Gran Premio della montagna, la classifica a punti e il miglior giovane professionista. A differenza del Tour de France, queste maglie speciali si sono scambiate più volte colore nella storia del Giro d'Italia: ora il re della montagna indossa la maglia blu, mentre al vincitore della classifica a punti viene conferita la maglia ciclamino. Al miglior giovane professionista (Under-25) è invece assegnata la maglia bianca. 

 

Edizione 2020

Ogni anno la partenza del Giro si trasferisce all'estero, ad esempio Israele ha ospitato l'edizione del 2018. Per il 2020, la partenza era originariamente prevista a Budapest, ma il coronavirus ha reso necessario un cambio di programma e le prime tappe sono state spostate nel profondo sud, in Sicilia. Sono in programma 21 tappe per un totale di 3.496,8 km e, ad eccezione di una breve sosta alpina in Francia nella penultima tappa, il Giro si svolgerà interamente in Italia e si concluderà con una delle tre prove a cronometro davanti al Duomo di Milano.

Di solito il Giro si svolge a maggio, quando alcuni passi alpini non sono ancora praticabili per la presenza di neve. Essendo stato tutto rinviato a ottobre, l'una o l'altra tappa potrebbero anche prevedere cambi di percorso dell’ultimo minuto. In ogni caso, dal 3 al 25 ottobre incroceremo le dita per la squadra di Rafał Majka e Peter Sagan.

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Concorso a premi

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La formazione BORA - hansgrohe

Ventisette ciclisti professionisti provenienti da 9 paesi diversi, una sola squadra: perché teamwork è dreamwork anche nel ciclismo. Anche se è sempre un solo corridore a tagliare il traguardo per primo, la vittoria è un successo di squadra, perché senza i gregari a fornire la scia, ad andare a prendere le borracce, a tenere sotto controllo gli avversari e ad aiutare i velocisti negli sprint non sarebbe possibile vincere in questo sport.

Teamwork è scritto a lettere maiuscole in BORA - hansgrohe: è così che siamo cresciuti e migliorati e abbiamo ottenuto sempre più successi. Partita nel 2010 in 3a categoria ancora con il nome di Team NetApp, la squadra si è sviluppata costantemente fino ad approdare al professionismo nel 2017. Già due anni dopo, con 47 vittorie complessive, diventa la seconda migliore squadra del WorldTour. E anche se il 2020 non è una stagione normale, la motivazione è più grande che mai e gli obiettivi sono davvero ambiziosi.

Nei Grand Tour, le grandi corse a tappe di tre settimane, partono 22 squadre con 8 corridori ciascuna. Ci sono esperti velocisti, ottimi scalatori e polivalenti che sostengono i due capitani della squadra Rafał Majka per la classifica generale e Peter Sagan a caccia di punti e della maglia ciclamino appena due settimane dopo il Tour de France.

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Peter Sagan

Tre volte campione del mondo, 7 volte vincitore della maglia verde al Tour de France, vincitore della regina delle classiche Parigi-Roubaix, 113 vittorie complessive da professionista, è uno dei ciclisti professionisti di maggior successo di sempre. Ma soprattutto, l'atleta slovacco trentenne Peter Sagan è diverso. Se c'è una cosa che abbiamo imparato sulla rock star del ciclismo è che è dotato di una forza mentale incredibile e che bisogna sempre fare i conti con lui. Se vince, allora dà il tutto per tutto. Ma anche quando intrattiene la comunità dei suoi fan. Lo si può vedere firmare autografi durante la corsa mentre risale la montagna o intrattenere gli spettatori con un'impennata. Perché Peter Sagan non intende soltanto convincere dal punto di vista sportivo, ma vuole anche sempre offrire agli spettatori un ottimo show. Tuttavia, se pensate che non ci sia nulla che Peter Sagan non abbia ancora sperimentato nel ciclismo, vi sbagliate, perché il Giro è una novità per lui e il ciclamino è un colore che gli starebbe proprio bene addosso.

 

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Rafał Majka

Se alla squadra viene chiesto chi è il più pazzo e il più divertente, la risposta è quasi sempre la stessa: Rafal Majka. Il trentenne polacco, alla guida della squadra per questa edizione del Giro d’Italia, è sotto contratto con BORA - hansgrohe sin dal 2017. Questo è il suo 5° Giro, ma già il 17° Grand Tour che disputa lo specialista della classifica generale. La maglia della montagna al Tour de France, così come le vittorie di tappa al Tour e alla Vuelta a España già adornano tra le altre il suo palmarès, ma ora sta affrontando ancora una volta il Giro e lo sentiremo sicuramente qualche volta gridare "Mamma mia!”, come fa sempre quando è contento, stupito, arrabbiato o semplicemente quando vuole incitare i colleghi di squadra. In definitiva, a beneficiare del suo motto “Stay positive!“ è l’intera squadra.
Dai dai dai Rafał!

 

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Cesare Benedetti

“Cece”, come lo chiamano i colleghi di squadra, viene dall’Alto Adige e parla, oltre all’italiano, anche tedesco, inglese, francese, un po’ di spagnolo e persino polacco, dato che l’amore l’ha portato fino in Polonia. Così può intrattenersi nella loro madrelingua con la maggior parte dell’esercito di corridori. Cesare è stato uno dei primi corridori che Ralph Denk ha reclutato per la sua squadra del 2010, che allora si chiamava Team NetApp ed era in terza classe. Cece rappresenta uno dei gregari migliori e più fedeli dell’intero parco, dà tutto per la sua squadra, anche se stare sotto i riflettori non è proprio il suo forte. È facile quindi immaginarsi come il mondo del ciclismo si sia capovolto quando questo “animale da squadra” per eccellenza ha vinto la 12^ tappa del Giro d'Italia del 2019. E' stata la prima vittoria professionale nella sua carriera, oltre che in una delle gare più importanti e prestigiose al mondo. A nessuno dei corridori sarebbe mai venuto in mente di rimproverare a Cece questa vittoria.

 

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Maciej Bodnar

Insieme a Peter Sagan, Maciej Bodnar è approdato nella squadra nel 2017, cosicché i due sono colleghi già da quasi 11 anni. Il trentacinquenne polacco di Breslavia porta con sé una grande esperienza ed è una vera macchina da cronometro. Ha già al suo attivo 6 titoli nazionali nelle prove a cronometro. È riuscito ad aggiudicarsi anche una tappa del Tour de France nel 2017 nella battaglia contro il tempo. Un’occasione di incredibile orgoglio per lui e la squadra. Le sue qualità da cronometrista risultano utilissime anche in altri frangenti, quando servono avamposti del gruppo per dare gas e raggiungere prontamente i fuggitivi. Le sue doti di gregario si riveleranno fondamentali per la squadra del Giro.

 

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Matteo Fabbro

Venticinque anni, è approdato alla “Band of Brothers” (come ama definirsi la stessa BORA - hansgrohe) solo nella Stagione 2020. Descrive se stesso come un piccolo italiano dal carattere forte, con una predilezione per la montagna. A causa del rinvio della stagione ciclistica legato al coronavirus, ha potuto appena dimostrare il suo potenziale, ma col Giro coglierà l’occasione proprio nella sua terra natale. In quanto scalatore, sarà deputato a supportare Rafał Majka e Patrick Konrad tra le montagne. Questo è il suo secondo Grand Tour e perciò rappresenta già di per sé una grossa motivazione.

 

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Patrick Gamper

Coi suoi 23 anni, è uno dei più giovani dell’intera squadra BORA - hansgrohe, ma non gli mancano di certo il cuore e il motore del combattente. È rimasto un po' deluso dal secondo posto ai campionati austriaci a cronometro di quest'anno, visto che aveva già vinto il titolo per cinque volte nelle categorie Giovanili, Juniores e Under-23. Anche i suoi due fratelli più piccoli sono sulla buona strada delle due ruote, ma tutti nella famiglia Gamper sono molto sportivi. Sua madre è stata 15 volte campionessa del mondo di sci-bob e anche Patrick e i suoi fratelli hanno vinto il titolo giovanile innumerevoli volte. Ora tutta la famiglia è orgogliosa che Patrick sia entrato a far parte del WorldTour, il primo campionato di ciclismo, partecipando anche al suo primo Grand Tour con il Giro proprio nel suo primo anno da professionista.

 

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Patrick Konrad

Il ventottenne austriaco si è unito ai professionisti della squadra nel 2015 e rappresenta uno dei talenti che si sono fatti le ossa nella BORA - hansgrohe. Specialista di Grand Tour e campione nazionale austriaco 2019, è già salito sul podio nel Tour de Suisse e ha anche ottimi ricordi del Giro d’Italia, avendo concluso l'edizione 2018 a Roma con un rispettabile 7° posto assoluto. “Passione” per Patrick fa rima con bicicletta e a maggior ragione quest’anno la sua motivazione per dare tutto alla “Band of Brothers” è alle stelle.

 

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Paweł Poljański

Il trentenne polacco è amico e ausiliario di Rafał Majka, oltre che il terzo polacco nella compagine BORA - hansgrohe di quest’anno per il Giro d’Italia. Si tratta del 9° Grand Tour per questo corridore specialista nelle scalate. Al suo capitano farà un buon servizio soprattutto nelle tappe di montagna. Nel team, Paweł Poljański ha assunto lo pseudonimo di “Zebra” a causa delle inconfondibili strisce di abbronzatura che contraddistinguono la sua nuca in estate. Quando non è in gara o non si allena, lo si può vedere rilassarsi a casa sul trattorino rasaerba, immancabilmente e irrimediabilmente col pensiero alla prossima gara.

 

Photo credit:

BORA – hansgrohe / Bettiniphoto

BORA – hansgrohe / veloimages.com