BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_HEADER_bettiniphoto_0461242_L.jpg BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_HEADER_bettiniphoto_0461242_P.jpg

Vuelta a España 2020

Tradizionalmente terza e ultima dei grandi Giri, la “Vuelta” lo è anche quest’anno, un po’ diverso a causa del coronavirus, in cui l’intero calendario delle corse è stato messo sottosopra. Il 20 ottobre inizierà la 75^ edizione del Giro di Spagna con un percorso ridotto di tre tappe. La partenza era stata originariamente prevista a Utrecht, nei Paesi Bassi, ma per facilitare il tutto è stata cancellata la tappa olandese. La Vuelta partirà invece dai Paesi Baschi, una zona sfegatata per il ciclismo che ha sfornato leggende quali, ad esempio, il 5 volte campione del Tour de France Miguel Indurain, che ha vinto ben 91 gare da professionista e tuttavia sfortunatamente non ha mai riportato successi nel Grand Tour di Spagna.

 

A partire da Irún, la corsa si snoda su 18 tappe impegnative attraverso il nord del Paese fino alla capitale Madrid, dove il vincitore assoluto del tour verrà premiato dopo 2.882,8 km. In tutto, oltre a quattro tappe in piano e una prova a cronometro, sono in programma 5 difficili tappe di montagna, che come al solito saranno pane per i denti soprattutto per gli scalatori della squadra. Emozioni pure garantite. Gli organizzatori hanno escogitato qualcosa di speciale per la 6^ tappa: questa tappa-principe porterà in Francia per terminare con uno spettacolare arrivo in quota al celebre Col du Tourmalet. Con i suoi 2.115 metri, l’iconico Passo dei Pirenei rappresenta anche il tetto della Vuelta, ossia il punto più alto raggiunto dai corridori. Se ci si vuole aggiudicare la Vuelta, qui è dove bisogna trovarsi tutti avanti... sempre che non ci pensino neve e ghiaccio a mandare tutto all’aria rendendo il passo impraticabile! Un altro momento clou - nel frattempo divenuto già un tratto distintivo della Vuelta - sarà la salita in quota dell’Alto de El Angliru nelle Asturie. Sin dal 1999 è sempre stato a programma. Le pendenze del 24% mettono qui a dura prova le gambe dei migliori scalatori, configurandosi tra le più difficoltose di tutto il calendario ciclistico.

 

La storia della Vuelta inizia 75 anni fa ed è caratterizzata dalla passione per il ciclismo e la cultura spagnola. Ispirata dal grande successo del Tour de France e del Giro d’Italia, la Vuelta vede la luce nel 1935 grazie al proprietario di un giornale spagnolo, Juan Pujol. E così 50 corridori affrontano per la prima volta il percorso di 3.425 km in soli 14 giorni. Dieci tappe si spingono oltre i 250 km e, guardando le bici storiche di quel periodo, sembra una cosa quasi impossibile. Fatta eccezione per alcune interruzioni, la Vuelta si è disputata tutti gli anni a partire dal 1955. Con l'intento di affermarsi accanto agli altri due grandi Giri e rendere la corsa varia ed interessante, sono state sperimentate sempre nuove idee. L'obiettivo era quello di essere all'altezza della reputazione di un "Grand Tour".

Per tradizione, il circuito è sempre stato movimentato e particolarmente adatto ai buoni scalatori.

 

Nel 1995, l'UCI (Unione Ciclistica Internazionale) ha modificato il calendario ciclistico rinviando il Giro di Spagna da aprile ad agosto. L'evento di quest'anno in ottobre/novembre sarà presumibilmente unico.

 

Un po' diverse rispetto al Tour de France, le maglie speciali hanno cambiato qua e là colore. Ora il campione assoluto corre con la “Maillot Rojo” di colore rosso, il migliore a punti in verde con la “Maillot Verde” e il miglior scalatore con la “Maillot Lunares” che porta il colore blu.

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_BBH_5870.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_BBH_7935.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_bettiniphoto_0413974.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_bettiniphoto_0416865.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_bettiniphoto_0417016.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_bettiniphoto_0417061.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_bettiniphoto_0419387.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_DSC_1613.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_DSC_2363.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_DSC_4208.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_P8240064.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_P8270008.jpg
BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Slider_P9150050.jpg
TdF_Sondertrikot_2019_1920x1080.jpg

Concorso a premi

Iscriviti alla newsletter e avrai la possibilità di ricevere una maglia BORA - hansgrohe, firmata da tutto il team! Registrandosi alla newsletter si accettano le condizioni di partecipazione.

 

La formazione BORA - hansgrohe

Ventisette ciclisti professionisti provenienti da 9 Paesi diversi, una sola squadra: perché teamwork è dreamwork anche nel ciclismo. Anche se è sempre un solo corridore a tagliare il traguardo per primo, la vittoria è un successo di squadra, perché senza i gregari a fornire la scia, ad andare a prendere le borracce, a tenere sotto controllo gli avversari e ad aiutare i velocisti negli sprint non sarebbe possibile vincere in questo sport.

 

Teamwork è scritto a lettere maiuscole da BORA - hansgrohe, così siamo cresciuti, siamo migliorati e abbiamo ottenuto più successi. Partita nel 2010 in 3^ categoria ancora con il nome di Team NetApp, la BORA - hansgrohe si è sviluppata costantemente fino a passare al professionismo nel 2017. Già due anni dopo, con 47 vittorie complessive, è diventata la seconda migliore squadra del WorldTour. La Stagione 2020 non è stata una stagione qualsiasi e, causa sfortuna, è stata tra l'altro più impegnativa del previsto per la squadra. Ma la motivazione di correre una Vuelta con successo è naturalmente, e proprio per questo, ai massimi.

 

Nei Grand Tour, le grandi corse a tappe di tre settimane, partono 22 squadre con 8 corridori ciascuna. Sono presenti esperti velocisti, polivalenti e ovviamente scalatori e specialisti di classifica generale, che combatteranno per l’ambita vittoria finale.

 

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Pascal_Ackermann.jpg

Pascal Ackermann

Che siano classiche o corse a tappe, nei tratti pianeggianti il ventiseienne tedesco si piazza sempre automaticamente tra i massimi favoriti per le vittorie a tappe. E per la Vuelta si è prefissato di andare a caccia di tappe, sulla scia dei successi riportati nel Giro d’Italia 2019. È sicuro di sé, Pascal, mentre affronta il suo secondo grande Giro, perché ha già dimostrato alla Tirreno - Adriatico di quest’anno di essersi meritato il posto alla griglia di partenza. Oltretutto, sa bene che sono molti i fattori che influenzano il successo, ma senza un atteggiamento positivo e la fiducia in se stessi la pole position resta lontana.

 

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Felix_Grossschartner.jpg

Felix Großschartner

Il ventiseienne austriaco è nella squadra dal 2018 come esperto specialista di circuiti e scalate. Nel 2019, Felix ha ottenuto la sua prima grande vittoria quando si è aggiudicato una tappa e la classifica generale del Presidential Cycling Tour of Turkey. Non è stata solo la sua, ma anche la prima vittoria in classifica generale in una corsa a tappe internazionale per BORA - hansgrohe. Quell’anno, nella Vuelta a Burgos ha già avuto modo di assaporare l'aria spagnola ottenendo un successo di tappa e la sua motivazione per il grande Giro attraverso la Spagna è alle stelle.

Felix è aperto ad altri generi di sport: per distendersi gioca a golf e, in inverno, va volentieri a sciare. Speriamo però che le sue doti sui manti imbiancati non siano necessarie per la Vuelta e che la neve resti ben lontana dalla corsa!

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Martin_Laas.jpg

Martin Laas

Come Ide Schelling, il ventisettenne estone entra in squadra da questa stagione. Gambe veloci per le volate, se la cava altrettanto bene in montagna. La Vuelta rappresenta il suo primo grande circuito e va da sé che vuole presentarsi bene, ma intanto nel Giro della Slovacchia di settembre ha già dimostrato di essere perfettamente all’altezza. È infatti riuscito a conquistarsi due vittorie di tappa e la maglia da velocista. Prima di volare in Spagna, sta raccogliendo le forze a casa con la sua famiglia, per poi essere pronto ad attaccare con grinta.

 

 

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Jay_McCarthy.jpg

Jay McCarthy

L’australiano ventottenne fa parte delle squadre BORA – hansgrohe da 4 anni. Questa edizione della Vuelta è il suo 7° Grand Tour e il suo 3° Giro di Spagna, quindi porta con sé un po’ d’esperienza. Anche il suo humour costituisce un valore aggiunto per ogni team, perché... Teamwork makes the dream work! Come molti corridori del Down Under, vive sia in Europa che in Andorra, dove la Vuelta in passato ha fatto frequenti soste. Tuttavia, a parte la capatina al Tourmalet, ancora un po' dubbia, quest'anno non è previsto alcun passaggio di frontiera in gara.

 

 

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Ide_Schelling.jpg

Ide Schelling

Coi suoi 22 anni, Ide è il corridore più giovane del Team BORA – hansgrohe. Forse l’olandese originario dell’Aia si era immaginato il suo primo anno da professionista un po’ diverso, anche se l’annata particolare del Covid-19 ha rappresentato sicuramente un buon anno di prova per lui e probabilmente gli ha riservato più opportunità del previsto. Ha avuto infatti l’occasione di iniziare la sua prima stagione di corse con la Down Under, riuscendo a portare a casa già due monumenti, la Lombardia e la Liegi - Bastogne - Liegi, dopo la pausa dovuta al coronavirus. Ora lo aspetta la Vuelta e la sua motivazione di imparare lì molte cose e fare un buon lavoro non potrebbe essere più grande.

 

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Andreas_Schillinger.jpg

Andreas Schillinger

Con i suoi 37 anni, “Schilli” è una delle vecchie guardie del Team, dato che vi è dentro sin dagli esordi, ovvero dal 2010. Nella compagine del suo primo Grand Tour, il Giro d’Italia 2012, c’erano 9 corridori, di cui soltanto uno aveva esperienza di circuiti. L’edizione di quest’anno della Vuelta rappresenta ora il suo 7° Grand Tour e fa della sua esperienza un baule d’oro. La gara di un tempo non può essere paragonata a quella di oggi. Basta guardare il servizio di catering! Mentre allora la squadra mangiava in hotel, dove non si poteva davvero stimare cosa, e soprattutto quanto, mangiassero i professionisti, oggi la squadra viaggia con un van-cucina e il cuoco personale. Schilli è uno degli ausiliari più importanti del team e, in quanto Road Captain, mantiene la visione d'insieme e la calma. In particolare con Pascal Ackermann, Michael Schwarzmann e Rudi Selig è legato da profonda amicizia e questa esperienza condivisa è di ulteriore beneficio per loro.

 

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Michael_Schwarzmann.jpg

Michael Schwarzmann

Nonostante i suoi 29 anni, Michael Schwarzmann è già un veterano della squadra e un fedele aiutante che si fa in quattro per i compagni di squadra. Come Andreas Schillinger, anche lui è stato sempre presente sin dal 2010. È legato da una buona amicizia con Pascal Ackermann e Rudi Selig e i tre abitano sul Lago di Costanza, si allenano spesso insieme e ottengono insieme anche i successi.

La Vuelta è una corsa che a "Schwarzi" sembra andare particolarmente a genio. Per tre volte è stato già alla partenza, fornendo prestazioni eccellenti. Nell'edizione del 2016, coi capelli e baffi neri, dava un'immagine talmente credibile di uno spagnolo che una troupe televisiva iberica ha tentato instancabilmente di intervistarlo in spagnolo sul suo secondo posto di tappa! Nella squadra, questo fatto gli ha procurato in breve tempo il nickname di “Carlos”. La sua 4^ partecipazione alla Vuelta prevede, come sempre, il miglior supporto alla squadra e, in particolare, a Pascal come sprinter.

BORA_Landingpage_Vuelta_a_Espana_2020_Lineup_Rudi_Selig.jpg

Rüdiger Selig

Il trentunenne mostra già dal 2016 le sue qualità di velocista coi colori della BORA – hansgrohe, dove apporta con naturalezza tutta la sua esperienza. Ha trovato il suo posto nella squadra a bordo del treno di velocisti che circondano Pascal Ackermann. L’amicizia personale e la vicinanza fisica contribuiscono inoltre a creare un’affinità elettiva in gara, perché in volata non c’è il tempo di pensare a lungo alle decisioni. Il relax migliore per lui è insieme al suo grande amore Bob Galopp, il suo dalmata.  

 

Photo credit:

BORA – hansgrohe I bettiniphoto

BORA – hansgrohe I veloimages.com

BORA – hansgrohe I Ralph Scherzer